PRIMAVERA

PRIMAVERA

400 567 CUOCHI MA BUONI
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Quando Lucio Fontana incontrò per la prima volta Botticelli si trovava nel luogo dell’assurdo. Non parlo degli Uffizi, come sarebbe logico. Parlo di un luogo dell’immaginario, che con molta probabilità corrisponde al mio universo narrativo, al mondo mio delle visioni. Visioni che mi ossessionano come ossessionavano ogni fottutissimo mistico della storia dei santi. Quindi nella mia agiografia non troverete (o forse si ma ben nascosti) nessuna Teresa di Lisieux, nessun Ignazio da Lojola o la beata Albertoni, insomma nessun santo che scopa con la luce divina, dove più dell’estasi c’è l’orgasmo. Stavo parlando di Lucio Fontana, un uomo coi baffoni da Poirot, un nonno che dà da mangiare ai piccioni al parco e poi li squarta. E poi Sandro Botticelli, decimo di 4 figli. Ok, la smetto. Ho immaginato questo piatto pensando a questo incontro. Ho visto Lucio Fontana avvicinarsi alla Primavera con un coltellaccio, l’ho visto scansare con un calcio il povero Botticelli che cercava di proteggerlo. Ho visto squartare le ninfe. Ho visto venirne fuori la luce e da lì non ho visto più niente, come un santo che va in estasi e scopa con la luce divina.

Detto questo prendete una bella stacciatella fresca e conditela con olio evo e sale di cervia, pepe nero macinato e via.
Frullate 50 gr rapa rossa con olio evo e 100 ml di latte di soia, fate lo stesso con arancia e basilico.
Otterrete tre maionesi.
Mettete la stacciatella in una fondina, coprite con un foglio di carta di riso bagnata (la trovate dai cinesi) poi decorate con le salse facendo delle cupolette belle come quelle delle chiese ortodosse della piazza rossa, poi riempitelo di erbette fresche come aneto, menta, basilico, petali di fiori e qualche puntella marinata al limone.
Facile no?

RICETTE LETTERARIE

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