MACCHINETTE DELLE STAZIONI FERROVIARIE

MACCHINETTE DELLE STAZIONI FERROVIARIE

400 567 CUOCHI MA BUONI
macchinette delle stazioni ferroviarie, recensione, Luca Giovanni Pappalardo, Boombang Design

C’è quella dove puoi anche ricaricare il cellulare.
C’è quella con lo zingaro annesso che ti chiede il resto.
C’è quella con gli snack del 1830 dove sulle barrette Kinder ci sta la faccia di Cavour bambino.
C’è quella che non accetta monete, carta di credito e bancomat, la puoi solo guardare.
C’è quella con la tagliola per i polpastrelli. Quella con la tagliola per la mano. Quella con la tagliola per l’avambraccio.
C’è quella che ti spara i prodotti sulle palle.
C’è quella che ti stritola i crackers prima di darteli.
C’è quella che parla ma dice cose poco interessanti.
C’è quella super tecnologica che il tempo che ci metti a leggere le istruzioni hai già perso il treno.
C’è quella senza la mia acqua frizzante preferita.
C’è quella che per prelevare un prodotto devi scrivere la sequenza di Fibonacci.
C’è quella che il caffè te lo da ma senza bicchiere.
C’è quella che gli dai i soldi e non ti da niente in cambio.
C’è quella coi salamini che solo i tedeschi posso mangiare.
C’è quella hipster con lo snack alla rapa rossa.
C’è quella che i baristi usano come confessionale.
C’è quella la scritta “non da resto”.
C’è quella con i Tuc e la Milka al gusto pretzel.
C’è quella che… oh cazzo! Ma  c’è un bambino incastrato dentro… cazzo! chiamate qualcuno…

RECENSIONI

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